Intervista Coding, Robotica e Scratch, ripetizioni e lezioni private

Intervista fatta dal portale Superprof

per andare direttamente alla scheda che indica le modalità delle lezioni private/ripetizioni/corso, clicca qui

Domanda 01 | 07

Sulla pedagogia del costruzionismo: c’è un nesso con il linguaggio di programmazione grafico?

Inizierei dando alcune informazioni ai nostri lettori e lettrici, genitori o potenziali studenti, su cosa sia il costruzionismo, una teoria didattica che, così come anche nel costruttivismo di Piaget, pone al centro l’apprendimento tramite la costruzione di qualcosa di concreto e condivisibile. Uno dei suoi principali esponenti è stato Seymour Papert, fondatore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale al MIT di Boston.
Papert si specializzò nella creazione di ambienti tecnologici per l’apprendimento, creando LOGO (noto anche come il linguaggio della tartaruga), un linguaggio/ambiente di programmazione per bambini e bambine. Collaborò con i produttori delle costruzioni LEGO, promuovendo l’uso
della robotica per la didattica, utile, per i bambini, a concretizzare il pensiero astratto. Papert, di cui ricordiamo l’importante citazione “è il bambino che programma il computer e non il computer che programma il bambino”, si può quindi definire il papà del pensiero computazionale e dell’uso didattico del Coding.

Domanda 02 | 07

“Immagina, Programma, Condividi”: quanto il concetto di socialità interloquisce con il processo creativo?

 Immaginare, programmare e condividere sono i tre passaggi principali che compie un bambino o un teenager quando si approccia al Coding. Tramite il
passaggio dalla prima fase (immaginazione) alla seconda (programmazione), lo studente può sperimentarsi nel Digital Storytelling, creando storie interattive ricche di animazioni, suoni, effetti grafici, e,
contemporaneamente, cimentandosi nell’applicazione del pensiero computazionale, allenando quindi, parallelamente, le capacità
logico-matematiche (programmare in modo ordinato le azioni che vuole far fare al suo personaggio o personaggi), e quelle creative (inventare storie avvincenti che coinvolgano gli spettatori della sua “opera”. È qui che entra in gioco lo step 3, la condivisione, che può essere pensata sia come passiva osservazione (familiari, docenti o compagni di
classe che giocano al “videogioco” pensato dallo studente), ma anche come
condivisione della fase di programmazione, visto che è possibile creare storie a quattro, sei, otto mani, sviluppando quindi sia la creatività, sia
la socialità, e creando quindi un’esperienza di Cooperative Learning tra pari.

Domanda 03 | 07

Come funziona Skratch e che cosa si intende per “Sistema a Blocchi”?

 Il Sistema a Blocchi è una forma di visual script, un sistema piuttosto recente, user friendly, che permette a chi non è programmatore di impostare
una serie di operazioni senza dover scendere nei dettagli e nei tecnicismi richiesti da tutti i linguaggi “non visuali”, e che quindi richiederebbero la conoscenza di una “sintassi”.
In visual script lavorano, per esempio, alcuni programmi CAD, di Modellazione 3D, e di Rendering, come ad esempio Vray per 3D Studio Max.
I linguaggi di programmazione visuale (VPL) si sono diffusi anche nella domotica, proprio per mettere a proprio agio utenti informaticamente inesperti. Scratch, linguaggio di programmazione visuale, creato per la didattica, ideato al MIT nel, è pensato per permettere ai giovanissimi di programmare tramite blocchi, che possono essere spostati col sistema “drag and drop” (trascinamento), e compilati con dei valori numerici e dei testi, associati poi ai personaggi (sprites), in modo che possano compiere azioni. Più che un esercizio di sintassi (necessario per programmare con script non visuali, come ad esempio Phyton nel suo utilizzo “for kids”), è un esercizio di pensiero procedurale: è importante che le operazioni siano semplici (quindi viene richiesta una capacità di “spezzettare” operazioni complesse), disposte nell’ordine corretto, e “finite” (un’azione va
ripetuta un numero finito di volte, o “finché” non accade qualcosa o si ottiene un risultato, e questo è un grande esercizio di logica e di comprensione del periodo ipotetico). Per capire l’importanza di tutto ciò, è meglio spiegare cos’è un algoritmo, ovvero una successione di istruzioni relative ad operazioni da eseguire su
dei dati per raggiungere dei risultati, ordini da eseguire rigorosamente in sequenza. La parola “algoritmo” deriva dal matematico ed astronomo persiano Muhammad ibn-Musa-al-Khwarizmi, vissuto a cavallo tra il 700 e l’800 D.C.
che accenna a questo concetto nel suo libro “Regole di ripristino e riduzione”.

Domanda 04 | 07

Divertirsi con il Coding e con la Robotica, si può?

Coding e Robotica vengono impiegati proprio per educare alla logica e al pensiero computazionale senza annoiare il o la discente, dando la possibilità di avere una risposta immediata (la simulazione dell’animazione può essere lanciata in qualsiasi momento) di quanto si è appreso e
programmato, e verificare possibili errori, applicando il metodo didattico “trial and error”. Va ricordando che Scratch non è l’unico linguaggio di programmazione a blocchi usato nelle scuole. Esiste in sito Code.org, che presenta
tantissimi esercizi, in un linguaggio, simile a Scratch, chiamato Blockly. Divertente può essere anche la robotica, strettamente legata al Coding.
Mbot, ad esempio, è un robot ideato per la didattica rivolta a bambini e teenager. Viene fornito con un kit di montaggio, che permette agli studenti
di familiarizzare con la scheda elettronica (basata su Arduino Uno) e con le altre componenti, e può essere programmato con il linguaggio di programmazione a blocchi chiamato Mblock (simile a Scratch e a Blockly).
Arduino, invece, è un sistema hardware open source che consente di creare strumenti semplici da usare e a basso costo. Esiste anche un linguaggio di programmazione a blocchi chiamato S4A (Scratch for Arduino), basato su
Scratch, e che permette, ai ragazzi delle medie che hanno già appreso Scratch, di sperimentare con la robotica.
Un altro strumento è BCC Micro:bit, un microcontrollore che si usa nei progetti didattici di coding, per creare strumenti musicali, giochi, robot e oggetti, e che sviluppa la creatività, oltre a permettere un’applicazione pratica e concreta sia a studenti delle scuole medie che a studenti delle scuole superiori.

Domanda 05 | 07

Per un’educazione al digitale: è possibile un approccio che stimoli i ragazzi ad un’azione consapevole e responsabile?

Così come l’educazione civica, l’educazione stradale, sono importantissime nell’educazione dei bambini e dei teenager, sempre più presente, nella
legislazione scolastica, il concetto di “educazione al digitale”. Già nel 2006 la “competenza digitale” è la quarta delle otto competenze
chiave europee (o competenze di cittadinanza). Non se ne parla solo in merito alla prevenzione del cyberbullismo, o alla divulgazione delle regole della netiquette, sicuramente necessarie, ma soprattutto relativamente all’esigenza di avere una “patente di guida”
digitale, necessaria a poter essere competitivi in un modo sempre più basato sull’informatica e sulla programmazione, le cui nozioni sono ormai richieste in qualsiasi professione: il docente che si cimenta con la LIM e il registro elettronico, il medico che manda ricette elettroniche, l’architetto che digita istruzioni sulla costruzione di forme geometriche in un programma Cad 3D o 2D. Le competenze informatiche, come quelle
linguistiche, risultano più efficaci se vengono apprese durante l’infanzia, perché è esattamente come imparare una lingua straniera, visto che si tratta anche in questo caso di linguaggi, ma anche di acquisire una forma mentis.

Domanda 06 | 07

A scuola con Skratch: quali vantaggi per gli studenti? E per gli insegnanti?

Le scuole più all’avanguardia hanno inserito il coding tra le discipline insegnate. Nella scuola primaria, ormai molti libri inseriscono piccoli esercizi di coding tramite Scratch Jr, mentre nella scuola secondaria di primo grado (scuole medie), coding e robotica fanno parte della materia denominata Tecnologia, che è anche la mia classe di concorso, anche se molti docenti, anche di altre materie, si stanno formando sul coding per applicazioni nelle loro materie o per sperimentazioni del pensiero computazionale come metodo di studio, e quindi può essere un prezioso strumento per arricchire la loro offerta formativa. Tanti ragazzi con problemi di metodo, che fanno fatica, ad esempio, ad
affrontare la risoluzione di un problema di matematica applicando alcuni step in modo meccanico (interiorizzandoli pian piano), potrebbero acquisire
questa capacità cimentandosi col coding, ma anche tramite altri strumenti che seguono le stesse logiche, come i diagrammi di flusso (flowchart).
Il Coding ha applicazioni anche nelle scuole superiori, anche se sappiamo che, ahimè, non tutti i percorsi di scuola secondaria di secondo grado hanno al loro interno la disciplina “Informatica”. Tuttavia, molti docenti, di materie scientifiche e non, si stanno dando da fare, ed è importante ricordare che, anche nel caso la scuola non fosse attrezzata con strumenti
digitali, le lezioni di “coding e pensiero procedurale” possono essere fatte anche “offline”, con esercizi che possono essere svolti anche senza
un pc/tablet a disposizione.
Ci sono, ahimè, ancora molte resistenze: docenti (non sempre anziani, anzi!) che hanno resistenze verso questa “nuova” disciplina (che in realtà crea nuovi strumenti per sviluppare capacità tutt’altro che nuove, come la logica), e che vorrebbero che materie come queste fossero abolite.
Spesso, da parte loro, è solo pigrizia e incapacità di mettersi di nuovo in gioco e imparare metodi nuovi, oppure semplicemente è fobia per la tecnologia, ma
ciò è legato, purtroppo, alla diffusa ignoranza che riguarda i temi digitali. Comunque, si tratta di battaglie “contro i mulini a vento”, perché le lancette dell’orologio, nella scuola e in tutto, non vanno mai indietro.

Domanda 07 | 07

Impariamo a programmare! Per alcuni potrà sembrare un mondo complicato, è possibile orientarsi nel mondo digitale?

Sempre più studenti e genitori si stanno interessando al coding. Come per ogni viaggio, è necessario un “Virgilio” che orienti nelle prime fasi, ed è
per questo che spesso faccio, oltre a lezioni con studenti, o aiuto compiti, anche colloqui di orientamento e genitori, che vogliono usare il Coding per avere un nuovo canale di comunicazione con i figli adolescenti o preadolescenti. I linguaggi sono tanti, Scratch, Blockly, Phyton, e tutti
quelli inerenti alla Robotica for Kids (il bel canale Youtube “Yourobot”, ad esempio, ma anche….), e va scelto quello più adatto alle esigenze del discente. Ma del resto, è proprio a questo che serve la figura del tutor: a guidare l’apprendimento fin dalle sue primissime fasi, e chi potrebbe farlo meglio di chi, per questa materia e per questo metodo, ha tanta passione?