Intervista come Prof di Disegno e Fumetto

Intervista fatta dal portale Superprof

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Domanda 01 | 09

Da dove nasce la passione per l’illustrazione?

Nath — Fin dall’infanzia ho sempre disegnato. Adoravo qualsiasi articolo di
cancelleria e diventava un nuovo strumento per provare nuove tecniche per
disegnare. Colori a cera, a tempera, a olio, pennarelli, matite
acquarellate, pennarelli per stoffe, Uni Posca e così via. Ogni cosa poteva
essere completamente trasformata con un disegno.

Domanda 02 | 09

Che ruolo hanno le immagini nel quotidiano?

Nath — Una lettura molto interessante per capire il ruolo delle immagini nella
nostra vita di tutti i giorni è “Imparando da Las Vegas” di Robert Venturi.
La vista, e l’elaborazione che la nostra mente fa degli stimoli visivi
ricevuti, sono gli strumenti che le persone hanno per ricevere informazioni
e selezionare quelle che ci interessano. Se siamo i “comunicatori”,
dobbiamo assicurarci che i nostri messaggi vengano selezionati
inconsciamente dall’osservatore, vengano notati, imparando ad usare i
colori giusti, i font, una composizione armoniosa, e una grafica efficace.
Molte di queste informazioni erano arrivate a me molto prima di studiare
Comunicazione Visiva all’università, una materia facoltativa che desideravo
fortemente aggiungere al mio piano di studi, che dava un taglio diverso
rispetto ad altre materie che ho studiato, materie “classiche” sullo studio
del disegno, come Rappresentazione 1 e 2.

Domanda 03 | 09

C’è un artista che ti ha profondamente ispirato?

Nath — Studiare storia dell’arte all’università è stata l’occasione per ampliare
di molto il numero degli artisti, anche minori, rispetto a quelli studiati
alle superiori.
Tuttavia, se devo citare un artista, cito il fumettista Leo Ortolani, il
papà di Rat Man, che ha “colorato” le giornate nei miei anni di università
e che è stato mio co-relatore ad un evento, nel 2019, destinato alla sua
graphic novel “Cinzia”. Ho avuto modo di porgli molte domande sulle sue
tecniche e sul suo stile ed è stato per me un vero onore.

Domanda 04 | 09

Come possono aiutare le immagini?

Nath — Le immagini dovrebbero avere un ruolo fondamentale non solo
nell’insegnamento di discipline legate al disegno (fumetto, disegno
artistico, disegno tecnico, storia dell’arte), ma anche nelle ripetizioni e
nell’aiuto compiti. L’immagine stimola i giovani e i giovanissimi in un’età
in cui l’apprendimento si lega fortemente alla fantasia e ai sensi.
Molti docenti di metodo e coach dovrebbero valorizzare l’uso delle immagini
nel percorso coi loro discenti. L’immagine è utilissima anche per stimolare
l’apprendimento di ragazzini dislessici, disgrafici, discalcolici, ma anche
ragazzini con neurodiversità.

Domanda 05 | 09

Il potere evocativo dell’immagine: quanto può incidere nel veicolare un messaggio?

Nath — Per capire l’importanza dell’immagine nella comunicazione, pensiamo a cosa succede quando viene scelta l’immagine sbagliata, e le polemiche che hanno seguito alcuni manifesti pubblicitari, ad esempio.
Pensiamo anche al web: scegliere l’immagine sbagliata può disorientare l’osservatore, che si distrarrebbe non comprendendo il reale messaggio o non focalizzandosi sul vero argomento del sito.
Questi aspetti vanno curati anche quando si disegna, ad esempio, una vignetta satirica.
Anche nelle arti visive (fuori da finalità pubblicitarie) vale la stessa regola. Gran parte delle opere artistiche vogliono veicolare un messaggio sociale o di altro tipo. La scelta del soggetto, della sua posa, dei colori, dell’ambientazione, diventa quindi quasi più importante dell’esecuzione dell’opera stessa.

Domanda 06 | 09

Dall’astrazione alla concretizzazione: come le emozioni prendono forma?

Nath — Sicuramente ad influenzarmi è la mia formazione di Architetto, che porto
anche nei miei lavori di artista, vignettista, e quando faccio
illustrazioni, disegni dal vero, ritrattistica o altro: un’opera va prima
“progettata”. Solo dopo si può procedere con la sua realizzazione.
Lo studio delle tecniche, legata agli “utensili” che useremo, ma anche alla
geometria, alle forme, alle proporzioni, è un punto di partenza di cui il
discente agli inizi non può fare a meno, e solo dopo si può passare a darle
per scontate e lasciar scorrere libera la mano.
Rimane comunque il “progetto”, l’avere una visione d’insieme di quello che
si pensa di mettere su tela, su foglio, su tablet. Sicuramente, però,
durante l’esecuzione, da quel progetto ci si può distaccare per trovare
altre strade, che risultano più convincenti nell’opera realizzata.

Domanda 07 | 09

Quale tecnica artistica prediligi?

Nath — Come vignettista, disegno a mano (pennarelli, cera, china, pastelli
acquarellati), ma faccio anche una parziale postproduzione con Photoshop e
Illustrator (o corrispettivi software liberi) per “semplificare” la scala
dei colori (soprattutto sulle opere colorate a cera, posprodotte con
illustrator con una mia particolare tecnica). Disegno anche con Tablet
Samsung ed S-Pen.
Nella ritrattistica, e nel disegno dal vero, uso grafite, carboncino,
matite morbide dalla B2 o alla B8.
Vignette e disegni “rapidi” sono spesso eseguiti, oltre che a china, con
penne stilografiche e calligrafiche. Ho anche trovato una piccola ditta
italiana che le fa a prezzi competitivi per alcune penne “entry level”, che
consiglio agli studenti. So di usare tecniche anticonvenzionali, proprio
perché ho iniziato a disegnare molto prima di sedimentare le mie conoscenze
tramite studi formali, corsi di fumetto, e un percoso di studi
universitario molto legato alla rappresentazione manuale e digitale, sia
artistica che tecnica.
Non dimentichiamo che il mio percorso di studi (Architettura) porta molti
colleghi a insegnare Arte e Immagine alle medie, o disegno e Atoria
dell’Arte al liceo, o anche materie simili presenti in istituti tecnici e
professionali.
Inoltre, nel mio caso, ho sempre lavorato nella comunicazione visiva e
tramite programmi di grafica (Adobe e i corrispettivi Open Source, come
Gimp, Inkscape, Scribus, ma anche programmi di modellazione 3D e
rendering), quindi ho studiato anche la grafica, sia grafica web e sia
grafica per la stampa, acquisendo nozioni importanti sull’uso del colore,
delle proporzioni, degli allineamenti, e in generale sulla comunicazione
efficace.
Approcciare il disegno quando si è molto piccoli, però, porta ad una
visione più empirica, di sperimentazione, una visione che sento di portare
ancora con me. Quindi, amo avventurarmi in tecniche di comunicazione
“eretiche”.

Domanda 08 | 09

Giovani e lettura: quanto il fumetto può contribuire ad avvicinarli al magico mondo della carta?

Molti fumettisti provetti sono stati prima lettori di fumetti italiani,
comics americani e manga giapponesi.
Spesso lo stile iniziale è molto legato alle tecniche del disegnatore che
apprezzano e che li ha fatti avvicinare a questa passione.
Sicuramente, però, la persona va sensibilizzata a diverse tecniche, stili,
in modo che possa trovare una sua strada.
Non va trascurato lo studio e l’apprendimento della scenografia (disegnare
e progettare le ambientazioni del fumetto), ma anche della sceneggiatura
dei dialoghi, senza il quale un fumetto o una graphic novel diventano solo
sequenze di inquadrature senza la “forza del racconto”. Non solo tecnica quindi, ma anche fantasia, capacità di ideare dialoghi realistici, e di
concepire i propri personaggi in ambientazioni suggestive.

 

 

Domanda 09 | 09

Quale libro consiglieresti a chi, per la prima volta, si avvicina all’arte?

Inizierei dai libri che ho usato al liceo. “Itinerario nell’arte” di Cricco
e Di Teodoro. Si usa ancora e lo usano molti miei studenti.
Chi invece ha già una formazione superiore, potrebbe leggere “La storia
dell’arte raccontata da Flavio Caroli”. Interessante anche il suo libro
sulla fisiognomica.
Per chi vuole “maturare un gusto” sulla grafica, allo scopo di creare e
impaginare illustrazioni gradevoli (ma anche volantini, biglietti da
visita, tavole da consegnare o altro), consiglio “Imparo l’arte della
grafica – le basi dell’impaginazione e della tipografia”, vero prontuario
per principianti che permette un rapito apprendimento delle basi.
Su una bibliografia ragionata preferire riflettere con i singoli studenti
in base alle loro esigenze. Fumettisti, vignettisti, ritrattisti,
illustratori, grafici, hanno esigenze diverse e ognuno di loro ha bisogno
di una bibliografia “su misura” per lavorare su aspetti diversi.

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