Intervista Prof di Matematica. Matematica per Negati? Ripetizioni e lezioni private a Milano e a distanza!

Buongiorno. Questa è l’intervista che ho ricevuto dal portale Superprof, che mi ha scelto come suo Docente Ambasciatore

 

Prima dell’intervista, ti comunico anche il link per contattarmi e anche la scheda in cui mi propongo come Docente di Matematica e Geometria, per avere informazioni sul programma che tratto e sulle modalità.

 

 

Domanda 01 | 09

Da dove nasce la tua passione o il tuo interesse per la matematica?

La matematica è stata fondamentale nel mio percorso di studi e ho iniziato ad apprezzarla già a 5 anni, mentre mi preparavo a quell’esame che fanno i bambini “della primina” per accedere prima alle scuole elementari. E’ stato un amore, quello con la matematica, mai cessato. Ho studiato al liceo scientifico e ho compiuto un percorso universitario di orientamento scientifico (sono Architetto). Sono tra quei geek fermamente convinti che la matematica possa spiegare ogni fenomeno dell’esistenza, che ogni cosa possa essere rappresentata da una curva e/o da una formula.

Domanda 02 | 09

Cosa ti affascina di più nello straordinario mondo della mate-magica? Quale formula o teorema ti salta subito alla mente?

Il teorema “mate-magico”, o meglio geometrico, a cui tengo di più, è quello di Pitagora. Si lega ad un aneddoto simpatico che risale a quando facevo le scuole medie. Un professore, tra l’altro un supplente, che era docente di matematica in altre classi della stessa scuola, volle parlare di quanto ci piacesse la matematica. Alcuni ragazzini, che avevano intenzione di non continuare gli studi, gli dissero che secondo loro era inutile. Inoltre, uno di loro aggiunse che a lui non serviva perché avrebbe fatto il muratore nell’impresa di famiglia. A quel punto, questo prof (credetemi: il sosia di Einstein!) raccontò un aneddoto che riguardava dei giovani muratori che gli avevano ristrutturato la casa in campagna. Per assicurarsi di fare angoli retti in modo corretto, avevano tre laccetti, lunghi rispettivamente 30, 40 e 50 centimetri. Appoggiavano il laccetto di 30 ad un lato, e quello di 40 all’altro, assicurandosi che “l’ipotenusa” fosse esattamente della lunghezza del laccetto di 50 centimetri. Quei ragazzi, a loro insaputa, usavano il teorema di Pitagora, che dice che la somma dei quadrati delle lunghezze dei cateti è uguale al quadrato dell’ipotenusa.I miei compagni lo guardarono sbalorditi, e quell’anno…beh, nessuno di loro ebbe un’insufficienza in matematica!

Domanda 03 | 09

Parlaci della lezione più difficile o più strana che ti sia capitata!

L’allievo che ricordo con più affetto è stato un ragazzo diciassettenne molto vivace, tanto che i suoi professori e genitori erano convinti che con la matematica fosse negato. Il suo problema era invece l’orgoglio, che lo portava a voler finire le equazioni alla velocità della luce, distraendosi durante lo svolgimento. Lui però insisteva a voler essere veloce, e io lo sfidai: ok, sii veloce, vediamo se riesci a non sbagliare. Partì la sfida, ma più volte mentre sfrecciava verso il fondo del foglio, io gli facevo un segno, ogni volta che per distrazione faceva un errore. Dopo pochi minuti si rese conto che stava perdendo più tempo a tornare indietro sui numerosi errori di distrazione che stava commettendo, e cominciò a rallentare. Riuscì a risolvere l’esercizio e fece una brillante prova d’esame di stato.

Domanda 04 | 09

Qual è, secondo te, l’aspetto più difficoltoso di questa materia?

Nessuna materia andrebbe imparata a memoria, senza essere realmente compresa, ma la matematica rende maggiormente importante questo monito: non è sicuramente una disciplina che può essere affrontata senza una reale comprensione dei meccanismi. Inoltre, diversamente da, ad esempio, la storia, gli argomenti non sono scollegati tra loro. Un ragazzo pigro che non ha voluto studiare la storia greca, potrebbe risultare brillante in un’interrogazione sulla storia medievale, ma in matematica ogni argomento è propedeutico ai successivi, soprattutto nei programmi delle scuole medie e superiori: questa cosa è spesso sottovalutata e fa sì che lo studente che ha sottovalutato lo studio nella prima metà dell’anno, non possa poi recuperare se non con tanto olio di gomito anche sugli argomenti precedenti. Spesso, però, non se ne rende conto, e cerca frettolosamente e maldestramente di capire senza colmare le lacune, senza capire anche quali colmare, come colmarle. I superprof servono proprio a questo.

Domanda 05 | 09

Rassicuraci: anche tu hai avuto problemi con la matematica…vero?

L’anno del mio diploma, la mia docente del quinto anno del mio liceo scientifico fu ricoverata per un grave male. Vennero tanti supplenti, che si alternavano in modo disorganico, e noi compagni ne fummo spaventati. Tramite una colletta, riuscimmo a permetterci un “Superprof” che ci diede alcune lezioni appena prima dell’esame, e anche alcune prove simulate. Fu un’esperienza divertentissima: non avevo mai preso lezioni private, e prenderle in gruppo insieme agli stessi compagni di scuola che vedevo la mattina fu davvero divertente. Inoltre, il prof era simpatico e brillante e ammetto di averlo come modello nell’approccio rilassato che ho con i miei studenti.

Domanda 06 | 09

Quali sono, a tuo parere, le chiavi per superare gli ostacoli di solito incontrati dagli studenti?

Non amo gli approcci da “guru”, ma esiste un’ “allergia alla matematica”, più di quanto esista verso altre materie. Tanti ragazzi, e soprattutto ragazze, si convincono, a volte anche tramite stimoli esterni, di essere “negati/e” per la matematica. A volte basta solo un insegnante “sbagliato”, magari alle scuole elementari, e questa convinzione viene portata avanti poi negli anni, magari anche fino alle superiori, e magari influisce anche nelle scelte del proprio percorso formativo e poi professionale. Ho visto che spesso, tramite un percorso complementare con un insegnante privato, da questa “antipatia a pelle” si può “guarire”. Ci si rende conto, maggiormente rispetto ad una dinamica “di classe”, che non si era veramente “negati”. E’ un po’ come quando, nel canto, qualcuno pensa di essere stonato, ma in realtà nessuno è “stonato”: ha solo l’orecchio ineducato al suono. Allo stesso modo, “sintonizzati” sulla giusta frequenza, si puo’ capire la matematica, e persino amarla 😀

Domanda 07 | 09

C’è qualche grande matematico alla cui figura sei particolarmente affezionato?

Non ho dubbi: René Descartes, per gli italiani Renato Cartesio. Io sono, di formazione, un Architetto, e la mia passione personale è anche la geometria e la modellazione 3D, cosa che sarebbe impossibile senza gli assi cartesiani e senza il poter “pensare” la matematica sullo spazio in tre dimensioni.Inoltre, la mia formazione mi porta ad avere interessi a trecentosessanta gradi, e Cartesio è stato anche un importante filosofo.

Domanda 08 | 09

Raccontaci un aneddoto relativo al vostro percorso formativo!

Durante la mia laurea specialistica, una materia riguardava le applicazioni matematiche tramite software, ed abbiamo approfondito l’uso di Excel nella matematica (esperienza che avevo già fatto in un laboratorio pomeridiano al liceo, nei primi anni 2000, quindi quando ancora seduti accanto ai nostri banchi c’erano i dinosauri), e il programma MatLab. E’ stata un’esperienza interessante per chi, come me, ha un grande amore per l’informatica, e conto di riprendere questi temi, magari per integrarli nelle mie lezioni e tenere accesa l’attenzione degli studenti.

Domanda 09 | 09

Cosa ti rende un vero Superprof nell’insegnamento della matematica?

La chiave dell’insegnamento in generale e di quello della matematica in particolare è non mettersi mai su un piano superiore rispetto allo/a studente/ssa. Il super-prof deve essere un amico, un coach, un allenatore delle meningi. Lo studente non è un vaso da riempire, ma una fiamma da accendere, diceva Plutarco. Un buon insegnante, tra l’altro, lavora sul metodo, e una volta insegnato quello, il o la discente non ha bisogno di una stampella, ma può proseguire da solo/a. Favorire questo processo, in cui l’allievo/a si emancipa dal bisogno delle “rotelle” alla sua biciclettina mentale, è necessario. <
Tuttavia, alcuni prof preferiscono pescare per lo studente al posto di insegnargli a pescare, magari per fare con lui qualche lezione in più: niente di più sbagliato. Vedere una giovane mente rendersi autonoma nei processi di formazione, e sapere che è avvenuto tramite te è ciò che di più bello può avvenire nella formazione. E poi, anche a non voler essere così “poetici”, una persona che in un breve percorso di lezioni ha acquisito non solo le competenze inerenti a dei temi, ma un “metodo” che poi si porta avanti nel suo percorso futuro, sicuramente avrà voglia di mettere una bella recensione, in modo che altri possano scegliere quell’insegnante con cui lui o lei si è trovato/a così bene. L’etica dell’insegnamento è quindi alla base della mia professionalità, e conto che questo, nel lungo periodo, possa premiarmi.

La tua professoressa di matematica ti ha dato un 4?
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