Intervista Tutor Ripetizioni, Aiuto compiti, Lezioni private e Metodo di studio

Intervista fatta dal portale Superprof

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Domanda 01 | 09

Cosa ti ha spinto a dedicarti alla crescita personale?

Nath — Quando la formazione privata, one-to-one e in aula, è diventata il mio lavoro, ho approfondito gli studi di didattica, e ho trovato molte sinergie con altri argomenti già presenti nel mio percorso di studi: estetica, sociologia, e altre scienze umane.

Domanda 02 | 09

Acquisizione e apprendimento: come avviene il processo di interiorizzazione?

Nath — Ogni alunno/a ha un modo diverso di memorizzare. Alcuni preferiscono stimoli uditivi, altri visivi, altri ancora stimoli legati agli altri sensi. È maggiormente probabile che ogni studente usi più d’uno di questi metodi di memorizzazione. Un altro dato rilevante riguarda la memorizzazione. Alcuni alunni tendono a ricordare fatti remoti ma non hanno un buon rapporto con la memoria recente.
Un altro elemento importante riguarda il partire dall’universale al particolare o viceversa. Alcuni sono molto forti se usano schemi o scalette, altri tendono a ricordare minuziosi particolari, aneddoti, curiosità, ma perdono dati importanti. Il docente/coach può capire molto esaminando come gli studenti sottolineano e prendono appunti. È importante, quindi, partire dalle loro difficoltà per capire insieme come superarle.

Domanda 03 | 09

Motivazione e relazione: come nell’insieme concorrono al perseguimento dell’obiettivo?

Nath — La motivazione è molto importante e la riscontro negli allievi adulti che hanno un obiettivo a breve o medio termine che condiziona la loro vita. Ad esempio, prendere una patente particolare o superare un’abilitazione per cambiare lavoro. Coi giovanissimi, ci sono complessità diverse. Spesso una materia o disciplina non è amata. A volte inizialmente c’era un interesse, che ha determinato la scelta di un indirizzo di studi, ma il rapporto negativo con un o una docente, o l’utilizzo di libri di testo poco chiari (o di cui non è stata data una chiave interpretativa (si pensi, ad esempio, ad alcuni labirintici libri d’inglese)), ha fatto scemare la motivazione e l’interesse. In questi casi, inoltre, spesso viene meno anche la fiducia in se stessi e nella capacità di riuscire in quell’ambito.
I giovanissimi ragionano in modo binario: spesso basta un 9 preso per caso per sentirsi un genio, e un 3 preso in una giornata “no” per sentirsi negati. La relazione col docente privato è per questo importantissima. Il coach non sostituisce il docente, ma diventa un aiuto sicuro, e non devono crearsi contrapposizioni come “docente scolastico (cattivo) VS docente privato (buono)”: non ci sono amici e nemici, ma il docente privato/coach ha una funzione specifica, di supporto. Può risolvere delle conflittualità oppure aiutare lo studente a trovare il suo metodo in modo che diventi autonomo nell’apprendimento.

Domanda 04 | 09

Come si coniugano metodologia e temperamento del discente?

Nath — Non tutti gli studenti che cercano un docente privato/coach scolastico sono ribelli. Alcuni sono molto timidi e insicuri. Ogni temperamento diverso ha bisogno di stimoli diversi. Alcuni studenti arrivano a pensare di aver sbagliato indirizzo di studi, ma in realtà loro non hanno esperienza degli altri percorsi, e spesso, dopo qualche mese di lavoro insieme, escono da questa condizione emotiva negativa. Altri invece si percepiscono capaci, ma sono frustrati dal vedere non riconosciute le proprie capacità, o dal fallire prove e compiti nonostante l’essersi preparati. Anche in questo caso, si lavora sia su contenuti e metodi, sia sullo stato emotivo del discente.

Domanda 05 | 09

Di quali strategie ti servi prevalentemente?

Nath — Orientamento e metodo: questi i due obiettivi e le due aree di lavoro. Da un lato è importante capire cosa lo studente vuole, al netto di pressioni familiari e scolastiche/universitarie, dall’altro è importante capire come raggiungere l’obiettivo.
I metodi sono come gli abiti: non calzano a pennello su tutti e vanno ritagliati su misura. Ci sono strategie a breve, medio, lungo termine. A volte alcune strategie, scalette, diagrammi, vanno bene per risolvere l’emergenza, magari una prova imminente per cui non ci si è preparati a sufficienza. Poi ci sono le pianificazioni a lungo termine, sia riguardanti i mesi di studio, sia quelli di vacanza.

Domanda 06 | 09

Come prendere coscienza del proprio talento?

Nath — Ogni studente può risultare talentuoso in modo diverso in una materia dove crede di essere negato. I contenuti vanno compresi prima di essere memorizzati, e ogni studente ha un modo diverso di comprendere (molto efficaci, in molti casi, metafore ed esempi) e anche di memorizzare (suggestioni e parole chiave non sempre sono sufficienti). L’importante, per un buon docente privato/coach scolastico, è sintonizzarsi sulla frequenza dell’allievo.

Domanda 07 | 09

Quanto conta la prima impressione sull’alunno?

Nath — Chi fa questo lavoro, prendere in carico studenti in difficoltà col metodo, la motivazione e la determinazione, non farebbe mai l’errore di giudicare subito l’allievo, anche se la prima impressione fornisce elementi non banali, che aiutano a individuare più velocemente i problemi e porvi rimedio. Una volta mi era bastata una sola lezione per individuare che una ragazza aveva lacune delle medie, e solide basi delle scuole elementari, mentre aveva compreso “a chiazze” i contenuti del biennio del liceo. Dopo un po’ è normale capire al volo alcune cose, e se non fosse semplice per noi farlo, allora avremmo sbagliato lavoro.
Più insidioso e frequente, invece, l’errore commesso dai docenti scolastici e universitari che, in aula, tentano di inquadrare gli studenti ad inizio anno e dai primi test, e non tutti sono disposti a cambiare idea col tempo. Quindi, oltre ad un lavoro sui contenuti col docente privato, si deve costruire un nuovo rapporto con un docente ostile, da cui dipende la promozione o il superamento di una materia universitaria. Difficile, ma, per mia esperienza, non impossibile o inusuale.

Domanda 08 | 09

L’algoritmo del successo?

Nath — Motivazione, Costanza, Metodo, precisando che un metodo è come una dieta: inizialmente devi seguirla rigidamente, ma quando la concludi e hai perso il peso che desideravi perdere, devi comunque ripensare la tua alimentazione e mantenerla corretta, anche se non sarà più necessario seguire tabelle e indicazioni rigide: se la dieta ha funzionato l’educazione alimentare farà parte del tuo stile di vita, e la seguirai in modo spontaneo, naturale, senza accorgertene.
Ecco, il metodo, nello studio, è proprio così ?

Domanda 09 | 09

SOS Facilitatore: cosa ti rende un vero Superprof nella trasmissione di un metodo di studio cucito su misura?

Nath — I miei ex studenti che hanno imparato a camminare sulle proprie gambe, che hanno interiorizzato metodo e motivazione, che si vanno vivi ogni tanto, dopo anni, anche solo per un consiglio.
La fiducia: è questo l’elemento che rende “Super” un Prof: saperla provare per gli alunni e riceverla da loro.