Intervista Prof di Inglese. Lezioni private e ripetizioni di inglese a Milano e online

Intervista fatta dal portale Superprof

Questa è la mia intervista come prof fi inglese, ma se cerchi lezioni private inglese Milano, ripetizioni inglese Milano , clicca qui

Domanda 01 | 07

Cosa ti ha fatto appassionare alla lingua inglese?

Credo sia stato l’avvento di internet. Alle medie ero superfan di Jim Carrey e imparare l’inglese era l’unico modo per consultare gli allora pochi siti, tutti americani o canadesi, e mettermi in contatto con gli altri e altre fan.

Domanda 02 | 07

Quale autore in lingua inglese ti tiene per ore attaccato ad un libro?

In inglese leggo più che altro saggistica, però ho accettato la sfida di leggere qualche passo del famigerato Trono di Spade. Questa serie la consiglio in lingua originale (con sottotitoli in inglese) perché ammettono nel cast solo “britannici”, ed è interessantissimo per migliorare Listening e Speaking

Domanda 03 | 07

Quali sono alcune canzoni in inglese che ti fanno venire i brividi ogni volta che le ascolti?

Sono bassista, quindi i miei ascolti sono realmente variegati, dall’heavy metal al blues. Ultimamente, però, sto riascoltando i brani di quando andavo alle scuole medie: Take That, Oasis, quindi “Back for good”, o “Wonderwall”. Certo, ascoltarli ora che l’inglese lo sai è tutta un’altra storia. E anche cantarli senza farfugliare 😀

Domanda 04 | 07

Qual è, secondo te, la caratteristica più ostica della lingua inglese?

La maggior parte di problemi dell’alunno/a “made in Italy” è legato alla pronuncia. Statisticamente, siamo molto bravi nella grammatica e nell’elaborazione di testi scritti. Abbastanza bravi anche nella varietà dei vocaboli conosciuti. Un po’ troppo cervellotici nell’argomentare i pensieri, poco abituati alla struttura SVO (Soggetto, Verbo, Oggetto), per questioni storiche e culturali.
Le maggiori difficoltà sono appunto lo speaking (anche per problemi di timidezza e di poca possibilità di pratica), e i listening.
Amo molto la scuola di doppiaggio italiana, e ho anche studiato dizione in una scuola di doppiaggio, perché amo la fonetica, ma sarebbe disonesto non dire che i popoli che questa tradizione non ce l’hanno si sono maggiormente abituati ad ascoltare i suoni della lingua inglese ed americana.

Domanda 05 | 07

Alcuni consigli e stratagemmi per superare le difficoltà?

Non avere paura e buttarsi. Racconterò un aneddoto relativo ad un signore in pensione che è stato l’allievo che ho avuto più a cuore. Lui soffriva molto per l’aver trascurato la lingua nella sua professione di ristoratore, e di aver delegato al suo staff la comunicazione coi numerosi clienti stranieri. Diceva che la sua più grande passione, oltre all’amatissima moglie, era l’inglese, e voleva dedicarci tutto il tempo che gli si era liberato con la pensione.
Inoltre, aveva imparato, più che altro, con un vecchio metodo poco attento alla pronuncia. Abbiamo fatto un lavoro, anche tramite supporti multimediali, che ha fatto si che lui si sentisse più sicuro e libero di buttarsi e comunicare con turisti a Milano. I suoi progressi sono stati velocissimi, ma il suo segreto è stata la caparbietà e il volersi esporre. Questo è senz’altro l’approccio vincente.

Domanda 06 | 07

Raccontaci un aneddoto relativo a un tuo viaggio in un paese anglofono.

Come tanti coetanei, a 15 anni ho fatto la mia prima esperienza in un College: Essex, a Colchester.
E’ stata l’occasione di rompere il ghiaccio e parlare con persone di tutto il mondo in lingua inglese. Ahimè, però, nel College eravamo quasi tutti italiani, e quindi è stata più che altro un’occasione per socializzare con persone di altre parti d’italia e imparare…i loro dialetti 😀

Domanda 07 | 07

Cosa ti rende un vero Superprof d’inglese?

Il mio metodo utilizza molti supporti digitali: traduttori, forum, insegnanti “youtuber”, siti di esercizi che ti correggono al momento.
L’obiettivo è insegnare un metodo, per rendere l’allievo/a capace di proseguire in autonomia o lavorare molto a casa, tra una lezione e l’altra.